giovedì 3 novembre 2016

Torta Nua al cacao


Pur avendo preparato più volte questa torta, mi spiace dirlo, ma son sempre riuscita ad immortalare zero passaggi...anzi, per un soffio anche questa volta non riuscivo a fare una foto al volo del risultato finito, prima che sparisse tra i commensali.
Ricetta della serie 'alla fine l'ho fatto anche io', ovvero ricetta che spopolava in rete (almeno qualche tempo fa, quando me la ero annotata...) e che mi incuriosiva. Il nome pare derivi dall'inventore/inventrice, ma non ho trovato in merito nessuna informazione rilevante. Se ne contano ormai in internet moltissime varianti (la ricetta originale è infatti 'bianca, con crema simile alla pasticcera) con possibilità di personalizzazioni pressochè infinite. Io sono una super golosa per cui non poteva che essere cioccolatosa e, prima di mettermi alla prova, ho letto ricette su vari blog (che ora purtroppo non ricordo per citare...)
Provate e ditemi la vostra variante preferita ;-)


lunedì 31 ottobre 2016

Pane con farina di mais Pignoletto Rosso e pasta madre


È molto tempo che non pubblico una ricetta con la pasta madre, devo rimediare. Questa è la ricetta di un mio recente esperimento in cucina, utilizzando la farina di mais. Io ho usato il pignoletto rosso (di cui vi avevo già parlato qui), ma possono essere usate tutte le altre tipologie.
Per evitare che il pane risulti eccessivamente 'stopposo' e poco lievitato, come per la maggior parte delle farine prove di glutine, è meglio evitare di superare la percentuale del 40% di farina di mais sul totale del peso delle polveri.
Così facendo lievitazione e alveolatura sono assicurate!


venerdì 7 ottobre 2016

Erbaccia a chi??! Portulaca (porcellana) all'agro


Si avvicina il momento di cambiare casa e cucina...Quest'estate abbiamo 'campeggiato' in quello che sarà il nostro giardino, cercando di iniziare a capirne le 'necessità' (...e già come ogni delizia che si rispetti, anche questa ha la sua 'croce'...). Mentre sotto il sole strappavo erbacce in quelle che dovevano essere delle aiuole, mi sono imbattuta in una gran quantità di piante di dimensioni variabili verdissime e carnose...Dal momento che non ho propriamente il pollice verde, per evitare di estirpare fiori o altre piante decorative, ho fatto qualche ricerca online e ho trovato il nome del mio infestante: portulaca oleracea.
Non solo sono riuscita ad imparare un nome nuovo, ma anche a conoscere un nuovo tipo di erba spontanea commestibile!Per timore di sbagliare, ho seguito il consiglio di aspettare la fioritura: la portulaca ha piccoli fiori gialli. Quando ho iniziato ad intravedere le piccole gemme di fiore giallissimo ho smesso di gettare la pianta in malo modo tra le altre erbacce nel saccone degli sfalci e ho iniziato a deporla con cura in un sacchetto per gestirla poi in un secondo momento in cucina.

Vi lascio qui sotto dei link per maggior informazioni sulle proprietà nutritive della portulaca.

Ingredienti
4 tazzoni pieni zeppi di portulaca fresca
300 ml aceto bianco e pari quantità di acqua
5 cucchiai zucchero di canna
sale
pepe in grani
finocchio semi
semi di senape
aglio spicchi
(potete usare anche semi di cumino o qualsiasi altra aromatizzazione che desiderate)

Preparazione
Lavare e mondare la portulaca, dividerla in pezzi piccoli (a vostra discrezione mantenere i gambi più carnosi o eliminarli, i fiori sono commestibili per cui potete lasciarli). Io l'ho asciugata direttamente in centrifuga come se fosse insalata. Distenderla sopra un canovaccio e salarla, lasciare solare per un'oretta almeno. Tamponarla con carta assorbente o carta cucina.

Intanto sul fuoco sciogliere lo zucchero con l'acqua e l'aceto portando ad ebollizione.

Invasarla (in barattoli precedentemente sterilizzati) inserendo i semi di finocchio, di senape, i grani di pepe e fettine di aglio fresco, pigiare bene la portulaca eventualmente spezzando i gambi più grandi.
Riempire con il liquido bollente fino al bordo e chiudere, rovesciando immediatamente i barattoli per creare il sottovuoto.

Conservare in luogo fresco e buio per almeno 2-3 mesi prima di consumare.

lunedì 3 ottobre 2016

Spirale di verdure


Con questa ricetta potrei aprire un nuovo 'topic' intitolato 'Alla fine l'ho fatto anche io'.
Non so se capita anche a voi, ma io quando ho del tempo da 'occupare' (leggasi coda agli sportelli, attese di mezzi pubblici, viaggi carichi di disturbatori ecc ecc...) mi trovo a gironzolare nella rete senza grosse mete e spesso mi imbatto (soprattutto su Pinterest) in presentazioni che mi solleticano la curiosità.
Quella della torta salata a spirale è in effetti una di quelle ricette, quelle che spopolano sui social, che sembrano fare tutti, che son belle da vedersi e al tempo stesso hanno ingredienti alla portata di tutti...Non potevo non notarla, un pò come per la torta di rose di mela...
Screenshot della schermata e archivio, fino a qualche giorno fa, quando ho deciso che avevo l'occasione, avevo il tempo e avevo gli ingredienti. Bingo!
Ovviamente, se non mi complico la vita non son felice. Mi infastidisce il banale : -)   Per cui la ricetta è un'elaborazione molto personale, in cui troverete le famose 'polveri' di scarti di verdura (Igles Corelli, come ho fatto senza di te per tanto tempo?) e anche la ricetta della crema pasticcera salata gluten free di Montersino ; -)

In sintesi, prendetevi del tempo. Fare questa torta salata è semplice, ma disporre la verdura in modo ottimale è come disegnare un mandala, vi estranierete con la mente in un'altra dimensione : -)  : -)

Ingredienti (tortiera 23 cm diametro)
per la base (pasta brisè rinforzata)
220 g di farina
150 g di burro freddo
1 cucchiaino di acqua fredda
un tuorlo di uovo (freddo da frigo)
un pizzico di sale
polvere di cipolla rossa

per la crema pasticcera salata gluten free
500 ml latte intero fresco
125 ml panna fresca
22 gr. amido di mais
23 gr. amido di riso
125 gr. parmigiano grattugiato
150 gr. tuorli
50 gr. burro
noce moscata
3 gr sale
polvere di cipolla rossa

per la decorazione
una grossa carota
una melanzana lunga
una manciata di pomodori secchi
sesamo
olio EVO QB

Preparazione
per la base
nel mixer (sì, mi piace giocare facile e veloce) mettere tutti gli ingredienti, azionare il pulsante e non appena si vede formarsi un composto omogeneo spostare il tutto su carta da forno o carta oliata, allargare con un mattarello e mettere a compattare in frigo/freezer per alcuni minuti

per la crema pasticcera
Mettere il latte sul fuoco con il sale e portarlo a bollore. A parte preparare una sorta di pastella unendo la panna e gli amidi con la noce moscata. Quando il latte bolle versare il composto nella pentola e mescolare con la frusta fino a far addensare mescolando con una frusta. Introdurre quindi i tuorli a fiamma spenta e mescolare subito energicamente. Quando sarà tutto ben amalgamato unire il parmigiano, far sciogliere, quindi mantecare con il burro. Io a questo punto ho aggiunto un cucchiaio colmo di polvere di cipolla rossa. Far raffreddare velocemente, meglio se in un bagnomaria di acqua e ghiaccio, con pellicola a contatto per evitare la formazione della pellicola superficiale.

per le verdure
Mettete a bagno qualche ora i pomodori secchi in modo che si reidratino, quindi asciugateli con carta cucina.
Lavare e mondare carote e melanzana, quindi con un coltella affilato e la mano ferma tagliarle a lunghe fette rettangolari dello spessore di qualche millimetro (cercate di mantenere uno spessore uniforme). Sbollentare le carote in acqua salata per qualche minuto e mettere su carta assorbente ad tamponare la parte liquida.

Siete pronti per comporre la torta.

Con un mattarello stendete la pasta brisè rinforzata in modo uniforme e rivestite una teglia mantenendo i bordi alti (lo sapete io mi fido solo della carta forno, vedete voi se vi fidate soltanto dell'imburrata-infarinata...)
Bucherellare il fondo
Riempire con la crema pasticcera aromatizzata.

Disporre le verdure in modo concentrico, alternando i colori. Qualcuno dice di partire dalla periferia verso il centro, altri il contrario...io son partita dal centro e mi sono allargata verso il bordo progressivamente.

Una volta terminata la composizione, spennellare la superficie con dell'olio EVO, spolverizzare con semi di sesamo ed infornare a 180° statico per 40 minuti (a seconda del vostro forno) a metà altezza.


lunedì 9 maggio 2016

Risotto alla milanese con ossobuco, piatto unico dalla tradizione lombarda (anche in PaP)


Dopo molte prove (...anche fallimentari...), dopo aver consultato mille ricette ed ascoltato mille pareri, dopo aver assaggiato questa pietanza in vari locali (consigliati per la loro cucina il più vicina possibile alla tradizione ) eccomi giunta alla mia ricetta definitiva per il risotto milanese con ossobuco. Come detto nell'introduzione anni fa, questo blog sostituisce in modo 'moderno' il mio personale quaderno di appunti di cucina ed oggi ho finalmente annotato questa ricetta per non dover impazzire ogni volta che mio marito mi chiede di preparare 'il risutin buono come quello dell'altra volta'
Una delle più recenti preparazioni ha visto velocizzare la cottura della carne (...interminabile!!!) con la pentola a pressione: successo oltre ogni previsione, per cui (anche se non ho immagini del fatidico momento), vi lascio le indicazioni anche per questo tipo di cottura con cui otterrete un ossobuco morbidissimo e scioglievole al palato.

Buon appetito!!!


Ecco il link ad un paio di siti da cui ho tratto ispirazione (http://www.ossobucoallamilanese.it/, http://www.viagenovaquaranta.it/2013/03/18/risotto-alla-milanese-con-ossobuco/), l'altra fonte di ispirazione -soprattutto per quanto riguarda il risotto- è stato ovviamente il libro Accademia Montersino.

domenica 24 aprile 2016

Dulche de leche for dummies


Ebbene sì, alla fine l'ho fatto anche io. Era un pó di tempo che mi ripromettevo di provarci, in fondo avevo comprato quel barattolo di latte condensato per questo unico scopo: fare il dulche de leche senza alcuno sforzo.

Credo sia la ricetta più breve di tutto il blog, monoingrediente: un barattolo di latte condensato.


Serve poi una pentola, a bordi alti, in cui mettere il vasetto e ricoprirlo di acqua. Portare a bollore e poi abbassare la fiamma lasciando sobbollire per 2.5 ore avendo sempre l'accortezza di mantenere il barattolo coperto di acqua (nel caso procedere con piccoli rabbocchi)


Raffreddare, aprire il barattolo e gustare. 
Io preferendo avere una texture omogenea ho trasferito in un contenitore a miscelato con mixer.

Se volete leggere le spiegazioni 'chimiche' alla base del processo andare qui dove FedeB le spiega in dettaglio.

martedì 5 aprile 2016

Ragù alla bolognese (metodo Montersino)


Weekend di pioggia, in una primavera che stenta a partire...Niente di meglio che dedicarsi ancora ad una lunga e classica preparazione, come quella del ragù alla bolognese, dal sapore che invade tutta la casa facendo immediatamente venire in mente un giorno di festa. Ho trovato la 'mia' ricetta de-fi-ni-ti-va sul libro Accademia Montersino dello chef medesimo, mio grande ispiratore in cucina! Ne preparo sempre in grandi quantità che poi provvedo a suddividere in vasetti e conservare in freezer per ogni evenienza.
Consigliatissimo!!!

Ingredienti (per 2 kg di ragù)
300 g di capocollo di maiale
300 g di carne di manzo
200 g di pancetta fresca
100 g di cipolla
100 g di sedano
100 g di carote
 olio di oliva extravergine
120 g di burro
50 g di concentrato di pomodoro
250 g di vino rosso
un mazzetto aromatico (porro, rosmarino,foglia d'alloro, timo, maggiorana...)
1 l di latte intero fresco
brodo di carne QB
sale e pepe QB

Procedimento
Tagliare tutte la carni a listarelle e passarle  nel tritacarne senza macinarle troppo finemente.
Lavare, mondare e tritare con un coltello affilato la cipolla, il sedano e la carota (io ho usato il tritatutto ; -) )

Scaldare  il burro in una casseruola e aggiungere le verdure facendole rosolare. Tenere poi da parte in un piatto.
Nella stessa casseruola utilizzata per le verdure far rosolare la carne precedentemente preparata senza aggiungere altri grassi. A rosolatura effettuata aggiungere il concentrato di pomodoro e farlo caramellare.

Mettere in padella anche le verdurine già cotte e tenute da parte.
Preparare un mazzetto aromatico. La ricetta originale prevede che all'interno di una grossa foglia di porro si inseriscano tutti gli aromi freschi e si chiuda con uno spago. Io che sono molto pigra utilizzo due alternative
- il solito 'sacchetto' aromatico utilizzando le bustine del the (vedi qui)
- le polveri essiccate di porro, alloro, timo, rosmarino,...danno molto sapore con minime quantità, non ci sono sprechi e si evita il possibile inconveniente della rottura del sacchettino del the

Salare, pepare e sfumare con vino rosso facendo attenzione ad aggiungerlo alla preparazione ben calda in modo che l'alcol contenuto evapori, rilasciando acidità sapore e profumo.

Unire quindi in casseruola il latte intero e cuocere per due ore a fuoco dolce con eventuale retina antischizzi, regolando con il brodo qualora ve ne sia bisogno.
Al termine togliere il mazzetto aromatico.

domenica 28 febbraio 2016

Linguine risottate con mela e cipolla (dello chef Igles Corelli)



Come ho già accennato altrove, ho iniziato a seguire Igles Corelli per il suo concetto di cucina 'circolare', ovvero una cucina di livello alto, fatta di materie prime eccelse, ma a spreco basso, anzi infimo. Mi ha da subito affascinata l'idea di essiccare gli scarti della verdura, che sono sempre stati il mio peggior cruccio, per poterli poi reinventare come polveri per 'colorare' e 'insaporire' le pietanze (infatti a Natale ho confezionato dei barattolini di pangrattato-di lievito madre ovviamente- con varie aromatizzazioni!). Non avevo però mai approcciato nessuna ricetta, forse per timore di sbagliare le dosi...io non ho ovviamente il suo occhio esperto nè per le quantità nè per le cotture...ma stavolta mi sono buttata! E ho fatto un gran bene a farlo perchè con elementi semplicissimi e reperibili per chiunque ho portato in tavola un primo eccezionale ed insolito!
A ragion del vero lui ha usato delle mele selvatiche (che io non avevo) e una pasta trafilata a bronzo, però nella mia modesta cucina e con i miei modesti ingredienti il piatto è riuscito benissimo lo stesso.
Ovviamente nessuno scarto: la buccia della mela così come le foglie esterne e gli scarti di cipolle e scalogni stanno essiccandosi ; -)

sabato 23 gennaio 2016

Potage di castagne in pentola a pressione (anche in versione vegan)


La stagione fredda mi spinge inevitabilmente verso cibi di conforto, quelli che son capaci di coccolarmi un pò a fine giornata, quando sembra piena notte ed invece non sono nemmeno le 20...Tra i piatti salati, sicuramente le zuppe, le minestre, le creme sono i miei comfort food preferiti, ad ogni cucchiaio sembra che il cuore si scaldi e si allarghi rilassandosi sempre di più : -)
Da tempo guardavo il barattolo di castagne secche che stava in dispensa chiedendomi come impiegarle, qualche volta lo ho aperto e ne ho annusato il contenuto, altre volte l'ho scosso mimando una maraca, altre volte l'ho nascosto alla vista non sapendo che farmene...fino a qualche giorno fa. Ebbene sì, anche le castagne secche han avuto il loro momento di gloria finalmente!
La parte più lunga è stata forzatamente la 'reidratazione' e pulizia delle suddette, in quanto la ricetta in sè, con l'aiuto della pentola a pressione, è stata un passeggiata. Forse usando castagne fresche si accorciano i tempi, in caso e proviate, fatemi sapere!
Buona coccola a tutti, onnivori e vegani!


venerdì 22 gennaio 2016

Chips di zucchina (anche in versione light-Dukan)


Da un po' di tempo non pubblico (e non cucino!) qualche ricetta sana...saranno le feste, sarà il freddo che mi fa preferire cibi caldi e corposi (meglio se cremosi, caldi, unti, dolci...in poche parole ipercalorici! ; -) ) … mi sento quasi in colpa… Per espiare i miei peccati di gola, provvedo ad inserire questa facile ricetta per delle chips alternative a base di zucchina. Visto che mi sento in colpa tanto tanto, oltre alla versione normale inserisco anche la versione Dukan-like ovvero senza olio utile per chi è in fase di crociera.
Invece delle patatine fritte, se vien voglia di avere sotto mano qualche snack croccante sono una sana alternativa!

sabato 2 gennaio 2016

Biscottini da taglio salati di L.Montersino


Buon 2016 a tutti!!! Spero lo abbiate iniziato nel migliore dei modi e che lo proseguiate in serenità!
Dal canto mio, spero anche nel 2016 di riuscire a dedicarmi al blog, a questa piccola porzione di me che mi rilassa e al contempo mi torna utile in cucina (durante queste feste ho preparato a colpo sicuro ad esempio Pandori e Panettoni senza sbagliare un colpo, proprio seguendo le ricette che mi ero annotata qui gli scorsi anni, gran soddisfazione!) 
Iniziamo con un'idea per un aperitivo sfizioso da tenere sempre in freezer pronto per ogni evenienza: i biscotti da taglio salati di Luca Montersino (inchino doveroso). Preparatene in quantità abbondante e conservateli per mesi, all'occasione basta lasciarli a temperatura ambiente qualche minuto, 'tagliarli', infornarli e servirli caldi e fragranti in tavola. Potete provare a cambiare le 'profumazioni' dello chef (gli originali prevedevano 3 gusti: semi di girasole, acciuga e finocchietto, capperi e origano) io li ho fatti con pomodori secchi-basilico e con timo-erba cipollina.
Qualunque sia il tipo di aromatizzazione usata, cercate di NON utilizzare elementi umidi o freschi, preferendo invece quelli essiccati, la resa del prodotto sarà decisamente differente!
A tal proposito possono essere utili le 'polveri' di verdura...cosa sono? sono il recupero più intelligente che abbia mai provato, da un'idea del Maestro Igles Corelli. Sono sufficienti un essiccatore (ma in questa stagione perfetti anche i termosifoni) e molta voglia di recuperare. Spero di parlarvene presto in modo approfondito.


lunedì 28 dicembre 2015

Pane casereccio semi integrale con pasta madre (metodo Bonci)


Una delle prime cose fatte al mio ritorno dagli States è stato aprire il frigo e vedere come se la stava passando il mio Vito dopo due settimane di mia assenza. Se il mio lievito fosse morto proprio a ridosso del Natale come avrei fatto a preparare i miei panettoni (vedi qui e qui) e pandori (vedi qui) collaudatissimi??? E invece no, non mi ha abbandonato nemmeno questa volta! Anzi era così tonico che ha scalato le pareti del vasetto e ha cercato la fuga sul ripiano del frigorifero, anche a lui piace fare il piccolo 'esploratore' : -) Dato che dopo i rinfreschi di rito avevo grande quantità di pasta madre, oltre ad una pizza (che ci stava mancando, come ogni volta ci allontaniamo dal nostro lievito) ho deciso, in considerazione delle basse temperature esterne, di tentare un nuovo tipo di impasto e di lievitazione naturale, ovvero il cosiddetto metodo Bonci. Questa tecnica prevede che l'impasto ad alta idratazione abbia una lievitazione a bassa temperatura (generalmente in frigo) per 18-24 ore. Ovviamente non ci sarebbe stato nel frigo un contenitore così grosso senza crearmi grattacapi, per cui ho semplicemente pazientato che le temperature esterne raggiungessero quella di un grosso frigorifero.
Mettiamola così: dopo che in una delle mie scorribande per Roma ho provato la famosa pizza di Bonci, gli ho finalmente 'perdonato' l'esternazione fatta relativamente al lievito madre su Dissapore di qualche tempo fa!
Il metodo è decisamente semplice, quindi può donare grandi soddisfazioni anche a chi è alle prime armi con il lievito madre.

lunedì 14 dicembre 2015

Torta di mele montata (da un'idea di L. Montersino)


Ecco un altro grande classico: la torta di mele!
In qualità di intramontabile dolce, ognuno ha la sua ricetta, magari tramandata di madre in figlia da generazioni. Davanti ad una semplice fetta di torta di mele, magari tiepida, tutti i palati sono d'accordo: il suo sapore allarga i cuori e riporta all'infanzia.
Un ottimo comfort food, per dirla in modo moderno!
Da un pò di tempo ero alla ricerca della 'mia' ricetta e credo proprio di averla trovata! Stavo cercando un modo classico, semplice, genuino (e a basso spreco di materia prima, come sempre!) per augurare 'Buon compleanno' a mio suocero e stavo valutando ovviamente varie opzioni, quand'ecco balenarmi alla mente la torta di mele. Non preparavo una torta con le mele da anni, ovvero dalla Rosemary Remembrance Cake di Nigella, che, pur essendo ottima, temevo potesse non incontrare il favore di tutti i commensali.
Così mi sono imbattuta per caso in una ricetta di (manco a dirlo!) L. Montersino che, stranamente per essere una sua creazione, non prevedeva ingredienti o passaggi elaborati...visto che lo chef non ne sbaglia mai una, perchè non provare? Detto fatto e con risultato sublime, anche se ho modificato leggermente la ricetta di base, ad esempio aggiungendo la cannella che adoro! Un profumo inebriante, una morbidezza di seta, una coccola per il paalto.
Io ho poi voluto cimentarmi nel decorare la superficie con rose di mela (...ormai queste rose di mela sbucano da ogni parte sul web e volevo provare anche io a farle...); vi lascio la descrizione del mio procedimento, ma sono del tutto evitabili se volete mantenere la rapidità di esecuzione della ricetta originale.

sabato 14 novembre 2015

Crema di zucca (ricetta base secondo Montersino)


Non c'è niente di più sano a tavola che seguire la stagionalità dei prodotti che ci offre la terra. Per questo motivo, ritrovandomi davanti a generose quantità di zucca, ho deciso di partire da un classico: la crema.
Di solito ho sempre preparato questa pietanza 'ad occhio', sia nei modi che nelle dosi, alle volte usando il latte, altre volte la patata, alcune volte frullando tutto a cottura ultimata, altre volte cuocendo la zucca in forno...insomma volevo metter un pò d'ordine nell'argomento 'creme'...anzi se fosse una 'vellutata'? la prima domanda è stata 'ma c'è una differenza tra i due termini'? perchè in giro spesso si trovano indifferentemente l'uno e l'altro quando si parla di minestre con base verdure...
Ha risposto alla mia domanda il maestro Montersino, direttamente dalle pagine di 'Il Montersino' dove si apprende che entrambe rientrano nella categoria 'preparazioni semiliquide' (insieme a passato, minestra e zuppa per gli amanti della precisione) e si definiscono rispettivamente:
- crema: preparazione semiliquida con base besciamella, addizionata a purea di ortaggi privi di sostanze amidacee e di brodo, il tutto legato da panna
- vellutata: preparazione semiliquida con base salsa vellutata addizionata di purea (verdure, carne o pesce) e di brodo, il tutto cotto con legatura finale preparata con burro, tuorli e panna
Ammetto che, di fronte a tale definizione, ho capito che non ho mai preparato nè una vera crema nè una vera vellutata...anzi credo che molti di quelli che hanno pubblicato online una ricetta chiamandola in questo modo siano caduti in errore!
Se anche voi ignoravate la differenza e non avete mai preparato una 'vera' crema, provatela e capirete che finora avete cucinato delle sue insulse imitazioni : -)
Chapeau al Maestro anche questa volta!


sabato 31 ottobre 2015

Arrosto cipolle e nocciole (da un'idea di chef Cracco)


L'estate ha portato via con sè i piatti light, quelli dalla preparazione super-rapida, quelli da spiaggia e anche quelli senza utilizzo di forni e fornelli (per non accaldarsi) e l'autunno ha invece fatto tornare la voglia di succulenti intingoli, calde e corroboranti pietanze di 'conforto'. Il Piemonte vanta una delle migliori carni italiane e questa più che mai inizia ad essere la stagione di brasati, stracotti ed arrosti... ma in fondo perché limitarsi al 'solito' arrosto quando si può provare la ricetta dello chef Cracco? Pronti, via! Ricetta semplicissima, pochi elementi (quelli giusti...) e cottura in forno. Lo chef consiglia la pentola di ghisa (anzi esclude l'utilizzo di altre...), ma Natale è lontano e al momento mi accontento della mia solita. Come in ogni ricetta di 'Se vuoi fare il Figo usa lo scalogno' alla fine c'è il riquadro 'il tocco dello chef' con suggerimenti per rendere più 'cool' la ricetta base. Io ho preso spunto da quel riquadro per aggiungere all'arrosto delle nocciole (da buona piemontese, la tonda gentile langarola) e del miele di acacia, per cui quella che segue è una personalizzazione 'guidata' della ricetta di Cracco.